Classe sociale, culto, etnia e religioni – da sempre – hanno un minimo comune denominatore: il desiderio di bellezza.
Sin dall’antichità, donne e uomini ricercavano e perseguivano il bisogno di apparire più desiderosi.
Dalla ricercatezza per creare i capelli ondulati in età dorica, a ritroso, testimonianza della personalizzazione del corpo sono presenti nei graffiti preistorici.
Sostanzialmente: stile, estro, fantasia e creatività, hanno caratterizzato la ricerca della civiltà nei confronti della bellezza. Azione ed espressione per manifestare gioia e dolore. Dagli eventi mondani di aggregazione ai cortei funebri.

Nell’ antico Egitto, nella Francia del diciottesimo secolo, presso le popolazioni tribali e con l’avvento del cinema, il trucco ha perseguito lo scopo di unicità e personalizzazione dell’individuo. Delineando questa forma d’arte e indirizzandola ad affinarsi sempre più.
La prima donna, nella storia dell’umanità ad essere considerata icona di bellezza, fu la regina egiziana Cleopatra. Grazie a lei, la cura della bellezza del corpo subì un passaggio di “livello”. Da elevato, a elevato ed evolutivo.
Dietro alla professione di truccatore, c’è una vera e propria forma di arte: conosciuta come Make-up Artist. La figura del Make-up Artist prende forma verso la metà del secolo scorso. A riprova che retaggio culturale, influenza del cinema e desiderio di bellezza: hanno dato vita a un settore che genera fatturati da centinaia di miliardi di dollari ogni anno.
Artisti
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