Alessandro Compagnin | Artista Visivo

Storia

“L’artista è il creatore di cose belle”. Questo è quanto Oscar Wilde scriveva nella prefazione de “Il ritratto di Dorian Gray”, un libro in cui predomina l’arte – ma principalmente la pittura – in tutte le sue forme. Un vero artista è in grado di creare cose belle con i materiali più semplici, esattamente come sta facendo Alessandro Compagnin con la vetroresina, che plasma per dare forma a piccole meraviglie contemporanee.

L’interesse verso un materiale tanto insolito, nato quasi come un gioco ai tempi della realizzazione della carena per sua prima motocicletta, evolve con il passare del tempo, lasciando spazio alle applicazioni più disparate: prima fra tutte, il design. Sedie e tavoli, personalizzati e colorati, iniziano a campeggiare nelle case e nei locali di amici ed estimatori, accrescendo l’interesse e l’ammirazione nei confronti di questo nuovo artista.

Alessandro ha scelto di concentrarsi sulla produzione di quadri, trasformando la vetroresina in una ‘tela’ sulla quale dipingere a mano con il pennello forme semplici e volti di persone amiche, nella volontà di dare corpo alla quotidianità.

Un’arte, quella di Alessandro Compagnin, in continua evoluzione, che non ha sicuramente scelto i mezzi più consoni per esprimersi. Ma chi conosce questo artista sa che è sempre stato una “pecora nera”.

I quadri

Per dare maggiore profondità al quadro, al centro di queste cornici concentriche è stato applicato un frammento di specchio.

Povertà e ricchezza si incontrano: la vetroresina è impreziosita da Swarovski, piccoli dettagli di stile.

Una pecora nera, logo e simbolo di Alessandro e del suo progetto, con un piccolo vezzo: un orecchino di Swarovski.

Sulle tracce del grande maestro Leonardo, il primo ad adottare la scrittura speculare.

Tecnica

L’arte è in grado di elevare al rango di capolavoro anche il più umile dei materiali. Ed è proprio questo che avviene nelle opere di Alessandro, che riesce a trasformare la vetroresina in veri e propri capolavori dai soggetti più disparati.

Attualmente utilizzata per gli scopi più diversi, quali ad esempio la realizzazione della scocca delle automobili da corsa e le carene delle motociclette, la vetroresina è una sostanza liquida, che l’artista manipola e trasforma nel più resistente dei materiali, per dare forma ad idee e personaggi che affollano la sua vita.

Il processo creativo è apparentemente molto semplice: si parte da una fotografia, che subisce una rapida elaborazione grafica che ne determina la fattibilità. Questa verrà poi riprodotta su una lastra di vetroresina, appositamente trattata per fungere da supporto all’opera. Per rendere tale sostegno resistente, ed evitare quindi improvvise quanto fastidiose rotture, alla lastra viene aggiunto uno strato di fibra, opportunamente amalgamata con l’aggiunta di altra vetroresina liquida.

Al di là di queste caratteristiche squisitamente tecniche, la particolarità del quadro sta proprio nel suo aspetto finale: rispetto alla fotografia originale, la riproduzione è realizzata in negativo ed è speculare. E’ come guardarsi allo specchio, uno specchio in cui ombre e luci si fondono e si combinano, dando vita a piccoli capolavori contemporanei in cui la semplicità di un materiale incontra la bellezza della quotidianità dei soggetti. Un risultato visivamente (e non solo) di grande effetto.

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